Il manifesto del fragilismo (Gianfranco Fauci)

prevenzione-terremoti.jpgL’onnipotenza fondata sulla materialità comincia a frantumarsi. Il possesso del relativo, l’enfatizzazione dell’involucro, il vuoto lasciato dalle certezze tangibili, hanno condotto l’uomo alla paura di essere se stesso nell’universo. Egli si sente fragile in un mondo frangibile, un mondo in cui la materialità smarrisce l’accezione di solido e sicuro e acquisisce quella di fragile, delicata, vulnerabile. Il rifiuto a riconoscere il mutamento è un labirinto senza uscita di pretesti e giustificazioni, preservanti un cammino votato al fallimento della razionalità già morta prima di essere riconosciuta tale. Crollano le logiche che regolano causa – effetto ed emerge l’inspiegabile come elemento che non si può dominare. Così il tangibile si piega all’intangibile, il relativo all’assoluto, il cosciente all’incosciente; le emozioni si sostituiscono ai pensieri e le percezioni alle certezze. L’uomo divenuto fragile, si stacca dalla materialità divenuta frangibile per elevarsi nell’intangibile della propria essenza e, riscoprendo un nuovo meraviglioso mondo, si affida alle cose più semplici che lo riavvicinano alla natura ed alle sue meravigliose risorse. Un mondo più povero, ma assai ricco di significati e di contenuti, capace di rivalutare il rapporto tra esseri viventi e ripristinare il giusto equilibrio con la natura. Così l’acqua e aria si riappropriano del proprio significato vitale e tornano ad essere rispettate, osservate e considerate. Il fragilismo può salvare l’uomo, se l’uomo ha ancora voglia di salvare se stesso.

Il manifesto del fragilismo (Gianfranco Fauci)ultima modifica: 2013-09-03T14:50:00+02:00da gian-fa
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