La rotta della vita (gianfrancofauci)

Quando ci si ammala andiamo dal medico, quando accusiamo disturbi mentali ci rivolgiamo allo psicanalista, per rafforzare la nostra spiritualità ci confidiamo con il parroco. Tutti soggetti esterni, bravi e competenti per carità, ma esterni al nostro essere, pertanto insufficienti se non inutili.
Sempre più l’insofferenza risiede nel profondo e divscala%20verso%20il%20cielo.jpgiene aleatorio intervenire sugli effetti, perché quelli che denunciamo sono solamente gli effetti. L’insoddisfazione e quindi il malessere esulano da quel che facciamo e da quel che abbiamo, essi dipendono da dove stiamo andando, dalla natura del nostro percorso evolutivo, perché volente o dolente in questa vita si evolve, prima o dopo, lentamente o in fretta, in un modo o nell’altro. Di certo questo è il fine della vita: evolvere.
Allora, solo noi possiamo aiutarci, rispettandoci e amandoci giorno dopo giorno, ascoltando le nostre esigenze, dedicandoci del tempo. Nessun altro può intuire il nostro stato di crescita e l’esatto punto in cui ci troviamo lungo il percorso evolutivo. Altri, potrebbero spingerci troppo o troppo poco, potrebbero anche procurarci dei danni. Ognuno è il miglior medico, psicologo e prete di se stesso, comandante e ciurma della propria nave lungo la rotta della vita.
La rotta della vita (gianfrancofauci)ultima modifica: 2013-09-09T08:50:00+02:00da gian-fa
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